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E la fine del discorso la conosci già,
era acqua corrente un pò di tempo fà che ora si è fermata qua.



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Di norma non è il genere di film che apprezzo, ma non gioco mai di pregiudizi, piuttosto gioco ad abbatterli. Sull'onda di vari consigli e incuriosita, sono andata a vederlo. Mi è piaciuto. Perchè? Perchè è un film che, attraverso degli stereotipi ben consolidati nella mente di ognuno di noi, riesce a mischiare bene le vicende e fare qualcosa di nuovo. Walt è il tipico americano, nel tipico quartiere americano, con la tipica bandiera americana. Ha combattuto in Corea. Il suo carattere è stato scolpito da ogni proiettile sparato e da ogni uomo ucciso o compagno visto morire. Conduce la sua vita chiuso nel rancore e nelle abitudini che lo consolano dalle novità del quartiere. Non si sente un eroe, sebbene per la cultura stanutense lo sia.
Con "qualche" anno di ritardo ho visto questo film. Ricordo che venne accolto dalla critica come un film capolavoro. Ok. Per me che giudico da inesperta, ma da persona guidata dal gusto posso dire che è un bel film, con una bella fotografia. La storia è sottile, interessante anche se gli espedienti alla fine sono sempre quelli. Si parla di solitudine e la solitidune, evidentemente porta a fare determinate scelte. Bob è un attore si trova a Tokyo per girare uno spot di wisky, Charlotte è una giovane moglie. Si trova a Tokyo per accompagnare il marito fotografo. Le solitudini di questi due personaggi si muovono in maniera molle attraverso le pareti dell'albergo in cui vivono. Si conosceranno meglio e parleranno di tutto, diventeranno forse amci. O forse c'è qualcosa di più, quel qualcosa che scatta quando sei imprigionato in una solitudine non voluta. Il film scorre piano, perchè lentamente la solitudine si dispiega. Alla fine l'epilogo dovuto tra chi probabilmente non si rivedrà mai più.
Io vorrei tanto parlare con chi ha scritto la sceneggiatura di questo film. Vorrei porgli tante domande. Perchè l'idea conduttrice di questo film è tanto possibile quanto terrorizzante.
Pupi Avati è un nostalgico e questo lo abbiamo capito. Se l' "anziano" statunitense di cui prima ci racconta dei tormenti della Corea curati attraverso l'integrazione, Pupi Avati ci racconta del tipico quadretto di amici all'italiana. Erano 6/7 amici al bar che volevano cambiare il mondo. "Nel loro piccolo" probabilmente...
(ASCA) - Roma, 19 mar - Gli studenti dell'Onda, quelli che ieri sono scesi in piazza per manifestare contro i tagli alla scuola, scontrandosi con le forze dell'ordine alla Sapienza di Roma sono dei ''guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri''. Lo ha detto il ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini.
Art. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. [...]
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
Brunetta prendi appunti e poi accusi con cognizione di causa, tanto troverai qualche atto osceno durante la manifestazione. Ragazzi non grattatevi il culo mentre manifestate, non si sa mai!
Caspita Barbie, compi cinquant'anni e sei ancora belliiiiissima...